Affitti in Italia: crolla il lungo termine, esplodono i contratti transitori.
Il Nuovo mercato delle Locazioni
Negli ultimi dieci anni il mercato italiano degli affitti si è trasformato radicalmente. Secondo un’analisi
dell’ufficio studi di idealista (2016-2026),lo stock complessivo di immobili in locazione è rimasto
sostanzialmente stabile (-2,3%), ma si è completamente ridistribuito:
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Locazione transitoria (1-18 mesi): balzata dall’1,6% al 31,4% dell’offerta totale.
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Lungo termine (4+4 o 3+2): crollato dal 97,3% al 62,9% (una contrazione del 34,8%).
Prezzi e margini in forte divario
Il travaso verso il transitorio incide direttamente sui costi. Se i canoni del lungo termine sono
saliti da 8,8 a 14,5 €/m² al mese, la locazione breve viaggia su media di 21,6 €/m². Dieci anni fa
la forbice era irrilevante (9,9 € contro 8,8 €).Il divario è giustificato dai servizi inclusi (arredo, utenze)
e dal premio richiesto dai locatori per concedere la casa per periodi ridotti.
Nuove esigenze o autodifesa dei proprietari?
Oltre ai cambiamenti sociali — come mobilità lavorativa e studio — lo spostamento verso il transitorio
risponde a una precisa logica di tutela.Dati dell’Osservatorio Affitti Nomisma indicano che il 28% dei
proprietari ha subito ritardi nei pagamenti.Di fronte a tempi legali lunghi per gli sfratti e al rischio morosità,
i locatori scelgono il transitorio perché riduce il rischio d’impresa e assicura una redditività superiore.
Il nodo dell’emergenza abitativa
Questa contrazione del lungo termine penalizza chi cerca una casa definitiva. Le rilevazioni di Nomisma
e CGILmostrano che la domanda di affitto da parte delle famiglie è cresciuta del 12% negli ultimi cinque
anni, ma si scontra con un’offerta ormai sbilanciata sulla rendita veloce.Resta aperta la riflessione posta
da idealista: questa nuova architettura del mercato è in grado di rispondere alle necessitàdi chi non cerca
un appoggio temporaneo, ma un progetto di vita?
